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Visualizzazione dei post da 2018

ASSALTO ALLE BANCHE SVIZZERE

Come si diceva la paura fa 100. Si sapeva che il flusso verso l'estero di denaro ufficiale da parte degli italiani, con conseguente cambio di valuta era continuo e presentava valori importanti. A parte luoghi come Singapore e altro più vicino a noi parliamo di Svizzera e Inghilterra. Il Canton Ticino (per di più parlano italiano) continua ad essere il paese rifugio per i propri averi. La garanzia che in caso di crisi rappresenti il posto migliore affinché i propri soldi mantengano il loro potere d'acquisto e, soprattutto, non vengano sottratti dallo stato italiano si fa largo nell'immaginario della gente. É la banca dei regolamenti internazionali che offre il dato degli ultimi mesi e delle dimensioni del fenomeno: 11 miliardi di euro portati in Svizzera da quando si ha il nuovo governo italiano. E gli svizzeri e le loro banche gongolano. Dopo aver fatto un patto con l'Europa vedono non rispettati gli accordi. La libertà di poter operare liberamente a livello ...

CONFERME DAI DATI ECONOMICI

Ancora conferme dai dati economici di stamattina. Conferme di un rallentamento generale dell'economia. Si inizia con il Giappone che ha registrato un deciso calo del proprio PIL; ben al di là delle aspettative. Abbiamo un -0,6% su base mensile che su base annua diventa un -2,5%. Un calo dei consumi, che rappresentano oltre il 60% del PIL giapponese, ha contribuito insieme ad una decisa riduzione degli investimenti aziendali. A dimostrazione che il sistema giapponese non regge e non ha futuro. Poi, abbiamo avuto i dati europei. La solita bilancia commerciale tedesca positiva, ma al contempo produzione industriale italiana a +1% in calo rispetto al precedente 1,4% e un calo, invece, della produzione inglese che mantiene un comunque un PIL in crescita su base annua dell' 1,5%. Difficile vedere all'orizzonte una crescita a breve, anzi è probabile che si possa peggiorare.

DOPO LA FED NON CAMBIERÀ IL TREND

Nella giornata di ieri abbiamo assistito ad un seduta euforica a wall street. Esattamente dopo che il presidente della FED Powell, durante la sua conferenza, ha fatto affermazioni accomodanti riguardo ai futuri aumenti dei tassi. In modo ambiguo sembra abbia voluto far trasparire l'idea che la FED possa assecondare le richieste di Trump sulle modalità e i tempi con i quali aumentare i tassi. Dopo l'intervento, alcuni osservatori vedono un aumento a dicembre e due interventi nel 2019 invece dei tre previsti. E , secondo loro, potrebbe essere sufficiente per consentire al mercato di ripartire verso nuove invitanti performance. Ma questa idea può valere nel caso si prenda in considerazione solo un aspetto (tassi) anziché la complessità del momento in cui ci si trova. Infatti, la discesa degli indici non è stata causata dal rialzo dei tassi (per lo meno non solo) bensì da una carenza di liquidità dovuta alla fine dei vari QE che iniettavano denaro come se piovesse. Che a su...

COSA PUÒ FARE LA BCE PER SALVARE -AFFOSSARE L'ITALIA

Aggiungi didascalia   L'Italia non cresce, ma in compenso il suo debito aumenta e come se non bastasse la BCE non acquisterà più BTP e sembra che nessun altro li voglia acquistare. Le nostre banche sono piene di titoli di stato italiani (48%) e in più dovrebbero restituire i finanziamenti avuti dalla BCE e non sanno come fare. Ecco allora che si susseguono le indiscrezioni su quanto potrebbe fare la Banca Centrale Europea per cercare di venire in aiuto di banche e stato italiani; un aiuto, come dice qualcuno, ad effetto boomerang. Per le banche la BCE pensa ad una nuova operazione LTRO (long term refinancing operation). In pratica gli LTRO precedenti arriveranno a scadenza nel 2020-21 e le banche dovrebbero restituire tutta la liquidità ricevuta. Il problema è che non hanno soldi da restituire e, comunque, anche nel caso li avessero sarebbe devastante sul proprio equilibrio finanziario. Una nuova operazione LTRO consisterebbe, di fatto, nel posticipare il momento nel qua...

IL GRANDE FLOP: BTP ABBANDONATI DAGLI ITALIANI

Il governo italiano pensava di raccogliere 8 miliardi tramite l'emissione dei famigerati BTP Italia. Quella particolare emissione legata all'inflazione e che garantisce un tasso dell'1,45% riservata agli italiani che acquistano direttamente i titoli di stato on line senza commissioni. Una facilitazione che dovrebbe stimolare all'acquisto. Bene, oltre ai fondi comuni (che vendono) e al retail estero che non si sogna certo di acquistarli, anche il popolo italiano non ha raccolto l'invito al patriottismo fatto da Salvini. Altro che 8 miliardi; in questi primi 2 giorni sono stati sottoscritti solo poco più di 750 milioni, e domani l'operazione BTP Italia si chiuderà. Se si arriverà ad 1 miliardo sarà già tanto. Questi sono i primi effetti della situazione venutasi a creare in Italia e sull'Italia. É il primo evento che acclara quanto già si sapeva sul rischio Italia e sulla totale sfiducia che permea, oramai, sembra irreversibilmente, il nostro paese. ...

PIÙ DEBITO E PIÙ SPESA SONO DELETERI: LO DICONO I NUMERI

I nostri governi continuano da anni imperterriti a propinare ricette basate su una maggior spesa e un conseguente maggior debito, vendendoli come panacea della crescita e del benessere di un paese. Ci sono o ci fanno ? Difficile a dirsi, la linea di confine è sempre sottile. Resta il fatto che i numeri smentiscono questa strategia, sia in Italia che nel mondo. E il FMI che bacchetta gli stati e la politica accusandoli di aver creato solo debito e non aver pensato a riforme per la crescita è la conferma degli errori fatti e che si continuano a perpetrare. Per di più senza seguire quanto fatto (esattamente il contrario) da paesi che hanno ottenuto i risultati da altri sbandierati e mai raggiunti. Ma guardiamo i numeri: Nel mondo si è raggiunto un debito pari 246 trilioni di dollari pari al 325% del PIL. L'aumento di questi numeri dimostra che l'effetto sulla crescita non è stato sufficiente e adeguato all'indebitamento realizzato e utilizzato proprio al fine di ottene...

PIL 3° TRIMESTRE ITALIA: CRESCITA ZERO

Che l'Italia fosse in difficoltà si sapeva, così come che fosse il fanalino di coda della crescita e anche che non vivesse di vita propria ma a traino della crescita altrui, ma nel terzo trimestre qualcosa di più ce lo si aspettava; le attese erano un per +0,2% che avrebbe portato il PIL su base annua al'1%, ma così non è stato e il dato preliminare dell'Istat è un bellissimo "0" di crescita. Le borse invertono subito la rotta anche perché se la previsione di una crescita nulla era ipotizzata e messa in preventivo per il 4° trimestre il dato del trimestre appena passato giunge inaspettato è determina timori tali da pensare che, invece, per gli ultimi mesi dell'anno si abbia una crescita negativa. Non solo, una crescita che non c'è rischia di aumentare il deficit già nel 2018 e provoca una situazione ancora peggiore nei conti dello stato, ma è possibile che ci possa essere un innalzamento del  debito pubblico rispetto alle previsioni che già lo davan...

LE AGENZIE DI RATING SONO BUONE

Aggiungi didascalia Si lo so il titolo sembra una provocazione, e in parte lo è. Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia. E l'altra faccia consiste nel fatto che le agenzie di rating avrebbero potuto infierire rimanendo all'interno di un'analisi tecnica che sarebbe stata assolutamente lecita e plausibile; anzi, dal mio punto di vista tecnicamente, avrebbero dovuto infierire. Infierire significa che avrebbero dovuto declassarci a "BB". Non l'hanno fatto e ci hanno voluto salvare. Hanno voluto darci ancora tempo e offrirci un'altra possibilità. Che poi, alla fine, se guardiamo bene il rating è semplicemente un parere tecnico fondato su parametri chiari che qualsiasi analista o economista conosce. Fitch, S&P e Moody's rappresentano semplicemente l'ufficialità di ciò che si sa. Non a caso prima della loro comunicazione ufficiale gli analisti già si aspettano il tipo di decisione che verrà presa. Un dato freddo, ma che può avere...

BANCHE SEMPRE PIÙ A RISCHIO

Il sistema bancario è sempre nell'occhio del ciclone. E sembra essere in forte difficoltà con rischi a livello di liquidità e capitalizzazione. Non basta la perdita continua a causa del 10-12% di possesso di titoli di stato nel loro attivo che ha portato a perdite consistenti, ma a ciò si deve aggiungere il downgrade del settore da parte di Credit Suisse che ha definito le nostre banche a rischio a causa della situazione e della manovra finanziaria. Infatti, l'Istituto Svizzero ha calcolato un conto da quasi 10 miliardi per le banche causati dall'introduzione di limite nella legge di bilancio alla detrazione degli interessi delle banche. Tutto questo ricade sui risparmiatori e i correntisti ed è un danno per le aziende. Infatti, i costi della manovra saranno pagati dai correntisti attraverso costi maggiori da sopportare. Il governo si fa bello perché colpisce le odiate banche, ma in effetti si tratta di tasse occulte per tutti a causa del fatto che anziché aumenta...

RABOBANK: ITALIA SUL PRECIPIZIO DEL DEBITO

La notizia la riporta Bloomberg , e questa convinzione è espressa da Richard McGuire Capo della strategia della Rabobank ai gestori in un convegno a Madrid. Lasciare perdere lo spread e concentrarsi sul debito ; questo è il suo pensiero. Perchè i problemi verranno dall'ascesa del debito pubblico. In pratica ciò che sostiene è che la spirale del debito è tale per cui ci si trova in un punto di non ritorno. Questo perchè i 2,7 trilioni di dollari di debito subiranno un'impennata verso l'alto a causa degli interessi che già si stanno pagando. Il decennale paga il 3,21% e si avrebbe bisogno che si tornasse entro il limite del 2,63%. Cosa improbabile. Ma è questo ciò di cui dovrebbero preoccuparsi i politici italiani. Il debito è in ascesa e la credibilità dell'Italia in discesa e il 26 ottobre McGuire ricorda che ci sarà una nuova emissione di debito e in contemporanea la valutazione delle agenzie di rating (che potrebbero declassarci). Lo strategis ritiene che g...

LA MANOVRA ALLA RESA DEI CONTI: ECCO LE DATE

LA MANOVRA ALLA RESA DEI CONTI: ECCO LE DATE Da lunedì inizia ufficialmente l'iter europeo della manovra italiana. Sarà un periodo non facile, che durerà oltre un mese arrivando a ridosso di dicembre e che avrà un'influenza notevole sui mercati. Ma vediamo le date importanti. Si inizia da lunedì: IL 15 OTTOBRE verrà inviata la legge di bilancio all'Europa IL 22 OTTOBRE è il termine entro il quale la commissione europea dovrà comunicare le difformità riscontrate nella legge di bilancio IL 29 OTTOBRE è il termine entro il quale la UE, se lo decidesse, dovrà respingere il progetto italiano; e dovrà farlo motivando la bocciatura per iscritto IL 5 NOVEMBRE è il termine entro il quale se l'Italia non si adeguasse la UE farebbe pressioni per modificare la manovra IL 19 NOVEMBRE, in caso di bocciatura è il termine entro il quale il governo italiano potrebbe presentare un nuovo progetto di bilancio IL 10 DICEMBRE è il  termine entro il quale la UE dovrebbe esprimere ...

IL FMI DENUNCIA UN SISTEMA SUICIDA E NEL CAOS

L'insostenibilità del sistema, le sue falle e i rischi a cui si potrebbe andare incontro sono esplicitati dal FMI e sembra che non perda occasione per denunciare i pericoli imminenti. Ormai quotidianamente il FMI (Fondo Monetario Internazionale) sta ponendo all'attenzione di tutti i problemi e le incongruenze che potrebbero esplodere creando situazioni di crisi peggiori di quelle passate. DEBITO - Il FMI accusa il sistema (gli stati in primis) per il fatto di non aver fatto abbastanza dopo la crisi e di aver creato un debito mondiale record: 247 trilioni di dollari pari al 324% del PIL mondiale. SPAZZATURA - Questo debito è costituito da una quantità eccessiva di debito spazzatura (junk bond) che non è sostenibile e che rischia di non essere restituito STATI NAZIONALI - Gli stati nazionali sono indebitati e non hanno margini per sostenere una nuova crisi e questo preoccupa il FMI TITOLI DI STATO - proprio oggi il FMI ha posto l'accento sul rischio contagio...

I PIR ALLE PMI ? NON É ANDATA PROPRIO COSÌ

Il lancio dei PIR (piani individuali di risparmio) è stato fatto in pompa magna. Il sistema ha pianificato, ordinato e come al solito gli italiani hanno subito il fascino della comunicazione creata ad hoc e si sono lanciati all'acquisto di questi fondi. Si andava a sostenere il nostro sistema delle PMI. La raccolta per le banche è stata un successo; gli istituti finanziari sono riusciti ad incanale importi che , altrimenti, non sarebbero potuti essere gestiti con gli stessi strumenti. Ma nei fatti dove sono andati i soldi raccolti ? Sono andati alle nostre PMI non quotate ? A quanto pare no. 19 miliardi è stata la gestione dei PIR e solo 4 miliardi sono andati alle PMI e meno di 150 milioni alle aziende quotate all'AIM. Per di più il denaro è andato su azioni già quotate e questo significa che non sono stati utilizzati come avrebbero, invece, dovuto essere impegnati in aziende sotto forma di Venture Capital, Private Equity. Insomma, un'altra storia tipicamente ita...

SPREAD BTP-BUND: QUANDO LA SMETTEREMO

Lo spread tra btp e bund rappresenta la differenza di rendimento tra un paese e un altro. Rappresenta la differenza di credibilità e di rischiosità tra due paesi. Lo spread in questione quantifica la differenza tra Italia e Germania. E forse, anzichè, fare sempre le vittime dovremmo sfatare certe credenze. Perchè le parole sono tante, ma i numeri contano più di ogni altra cosa. Allora, se guardiamo ai numeri possiamo notare che, ad esempio, la crescita dei tedeschi è quasi il doppio di quella italiana. Oppure, che la disoccupazion e in Germania è intorno al 4% e da noi oscilla intorno al 10,5%. O ancora che il debito pubblic o tedesco si agira intorno all'80% e il nostro è al 132%. Ricordiamo anche che l'avanzo italiano non è sufficiente a coprire gli 80 miliardi di interessi sul debito. Potremmo continuare. Ma sembra abbastanza evidente che non siamo vittime, che non ce l'hanno tutti con noi e che ci sono degli elementi evidenti che fanno sì che il nostro spr...

I DATI CHE PREOCCUPANO

Questi sono i numeri europei che fanno paura. Draghi ebbe a dire ad aprile che il rallentamento dell'economia europea sarebbe stato di breve periodo e che in estate avremmo assistito ad una ripresa . In effetti, i dati raccontano un'altra storia. L'economia europea continua a rallentare, i numeri sono continuamente negativi, il sentimento di fiducia in discesa e per l'Italia ci sono analisti che cominciano a prevedere un ultimo trimestre del 2018 a crescita zero. Ecco perchè prevedere che le borse europee possano guadagnare è un azzardo ed è, al momento,  un'idea priva di fondamenti macroeconomici. E il peggio, probabilmente, deve ancora avvenire, soprattutto, per il nostro paese considerando che siamo si dovrà fare una finanziaria che richiede molte risorse e che, con la fine del QE della BCE, non ci si potrà indebitare ulteriormente. La crescita, per di più, rallenta anche nei paesi emergenti. In pratica, l'imbuto si sta restringendo e i nodi stan...

PAESI EMERGENTI AL BIVIO

I mercati emergenti sono stati fortemente penalizzati nel 2018. E' vero che tutte le borse dopo i massimi di inizio anno stanno perdendo (tranne lo S&P ma non penso ancora per molto), ma certamente la forza del dollaro e quanto approntato da Trump è stato decisivo per creare un effetto domino con la fuga dai paesi emergenti. Ma non siamo nel 1998 e l'Argentina non è rappresentativa; oggi, tirare troppo la corda potrebbe far sì che i paesi emergenti possano trainare tutto il globo in una situazione di criticità che avvicinano una possibile recessione. Tassi in aumento, dollaro forte e bilancia commerciale di molti paesi in deficit sono alla base della situazione attuale, ma il carico pesante è stato messo da Trump raddoppiando i dazi sulla Turchia provocando timori sugli emergenti e sui paesi deboli come l'Italia. É chiaro che Trump sta influenzando molto gli eventi effettuando delle scelte precise: caos con la Turchia che è un centro vitale e importante per l...

CIR: IL PROGETTO PER RIFILARE AI RISPARMIATORI IL DEBITO PUBBLICO E LIBERARE LE BANCHE

AIUTO!!!! La BCE non comprerà il debito e quindi ci si deve inventare qualcosa. Ma partiamo dalla situazione: Da anni gli stranieri non acquistano BTP ed è rimasta solo la BCE ad acquistarli BCE che essendo l'unico acquirente estero è stato disposto ad acquistarli ad un tasso non comprensivo del rischio Italia In Italia sembra che siano solo 100 miliardi in nelle mani dirette dei risparmiatori; il resto è in pancia alle banche   Gli stranieri non li comprano, le banche devono liberarsene e ridurre la loro esposizione al debito nefando italiano e quindi ? Cosa fare ? Semplice, inventiamoci i CIR acronimo di conti individuali di risparmio. E' il fratello dei PIR. Ma come dovrebbero funzionare ? A questo sembra stia pensando il governo. In pratica, si offrirebbe al risparmiatore (che abbiamo visto con i pir e altri prodotti si beve tutto ciò che gli propongono) questo tipo di investimento, i CIR, che consisterebbero nel dare mandato a banche o sim di acquistar...