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BANCA-IMPRESA: IL FUTURO E' SENZA FIDI DI CASSA

Il futuro nel rapporto banca-impresa sarà sempre più senza fidi di cassa; già oggi è lo strumento più difficoltoso da ottenere ed è indicativo della direzione che il sistema bancario ha intrapreso nell'impostazione del rapporto con le imprese. Il finanziamento dovrà essere lo strumento utilizzato al fine di investire in progetti pianificati e strutturati che consentano lo sviluppo dell'azienda e l'anticipo fatture e il portafoglio classico al fine di gestire l'operatività aziendale di breve periodo. Il fido di cassa, invece, strumento con grado di rischio elevato per la banca e finalizzato alla gestione ordinaria causata da mancanza di liquidità, quindi privo di finalità operative o strategiche aziendale verrà diluito e, infine, eliminato. In pratica l'azienda deve imparare ad organizzare la propria gestione finanziaria ( e non solo) al fine di avere un equilibrio di breve e medio-lungo periodo. Una gestione più lungimirante, più efficiente, preventiva e str...

DUE GRANDI RISCHI PER I MERCATI

Larry Hatheway  chief economist della GAM Holding AG a Zurigo ha rilasciato un'intervista a Bloomberg nella quale dichiara che ci sono grandi rischi per i mercati azionari e, come sempre, tali rischi rappresentano anche un'opportunità  interessante. Nello specifico Hatheway dichiara che il mercato azionario è cresciuto molto e che oggi si è ad un bivio e, secondo lui, ci sono 2 fattori che nell'arco di tre - sei mesi faranno crollare il mercato. Il primo fattore-rischio viene dalla Cina . Oltre slle ben nota criticità della situazione finanziaria il rallentamento della crescita sta spingendo le autorità cinesi a ridurre il credito. Secondo Hatheway questa eventualità non è ancora stata prevista e scontata dal mercato. Il secondo fattore-rischio è l'inflazione . Inflazione che secondo lo strategist verrà dagli Usa, dal'Europa o dal Giappone. In tutte le zone la produttività è ai massimi ed è difficile che la crescita economica possa continuare con inflazione ...

ITALIA: UN FUTURO SEMPRE PIU' A RISCHIO

Come già anticipato la lettera dall'Europa è arrivata. Ed è stata esattamente come ci si aspettava: ha segnalato la non adeguatezza della manovra e l'ammanco di 3,5-4 miliardi. Dato che ci sono le elezioni non ha voluto affondare il colpo, ma dopo il voto certamente gli italiani (sempre ignari di ogni cosa e pronti a subire qualsiasi vessazione) dovranno sopportare un bagno di sangue. Non ci sarà solo l'ammanco di 4 miliardi, ma ci sarà il vincolo per ridurre un debito pubblico che ha raggiunto livelli da intervento in stile Troika. Come al solito l'Italia fa la furba. Il nostro PIL si è deciso di aumentarlo dell'ipotetico sommerso; un dato assolutamente aleatorio visto la mancanza di riscontri oggettivi e dimostrabili e viste le importanti differenze di importi delle varie analisi presenti sul mercato. Dunque il nostro debito pubblico se consideriamo il PIL reale non è al 130% bensì al 153%. L'intervento della Troika in Grecia avvenne con il 140% di debito....

BCE ALL'ATTACCO: RISCHI PER BANCHE E AZIENDE

La BCE vuole dare una svolta decisa e definitiva al buonismo imperante nelle difficoltà del sistema bancario. E lo ha fatto proponendo nuove regole per le sofferenze bancarie . Più precisamente le proposte della BCE sono: NPL (net performing load) o sofferenze o crediti deterioreati. La BCE vorrebbe che i nuovi crediti deteriorati venissero risolti entro 2 anni se senza garanzie ed entro 5 anni se con garanzia. Inoltre, vorrebbe che fossero risolti anche i vecchi crediti in carico alle banche entro un certo lasso di tempo Al di là degli aspetti concettuali, sociali o quant'altro si voglia far risaltare, se applicati questi cambiamenti nella sostanza avrebbero degli effetti notevoli. Le conseguenze del primo punto sarebbero devastanti per il sistema bancario (probabilmente avremo una serie di Bail In) e per le aziende. Per molte banche sarebbe insostenibile dover annullare in tempi limitati le proprie sofferenze. Ricordiamo i disastri delle banche venete e di MPS , e q...

DOPO CREVAL ECCO BANCA CARIGE

Banca Carige è da tempo in situazione di difficoltà e la BCE aveva imposto entro la fine del 2017 un aumento di capitale di 560 milioni di euro. Sembrava tutto fatto, ma ieri (perdita dell'11% in borsa) il consorzio di garanzia non ha trovato l'accordo per procedere a tale aumento. Titolo sospeso in borsa in attesa di comunicazione. Sembra che l'idea sia quella di chiedere alla BCE una proroga fino a marzo 2018. In caso contrario si aprirebbe una crisi che porterebbe con molta probabilità ad una situazione simile ad altre che già abbiamo conosciuto. Quindi, le banche in grave difficoltà di cui non si parla e non si portano a conoscenza i fatti a livello pubblico sono diventate 2 nel giro di pochi giorni: il Credito Valtellinese e Banca Carige. Vedremo le prossime acrobazie che inventeranno Il Grafico è esemplificativo dell'azzeramento del valore della banca che da € 8,85 dell'aprile 2014 è passata al valore di € 0,147; per di più sospesa in borsa. Un...

LETTERA DI RICHIAMO DALL'EUROPA

L'Europa invierà al nostro governo il giorno 22 novembre una lettera nella quale richiamerà l'attenzione sull'ultima manovra effettuata dall'Italia. In pratica dovrebbero bocciare la manovra fatta dal governo e indicarne l'inadeguatezza. A quanto pare sembra che in questa manovra ci sia un ammanco di circa 3,5 miliardi di euro che il governo dovrebbe quindi coprire. È facile pensare che troveranno un accordo per cui il bagno di sangue per coprire queste ed altre mancanze verrà rimandato a dopo le elezioni. E dopo le elezioni vi sarà il vero salasso di cui nessuno parlerà durante la campagna elettorale.

LA CINA SCRICCHIOLA......E LE BORSE SCENDONO

La Cina è il futuro, ma anche il presente non ci sono dubbi; ma ciò non toglie che vi possano essere dei momenti durante i quali i numeri non sono in linea con quanto si sperava. Inoltre, dobbiamo ricordare che il debito pubblico cinese è intorno al 260%. Da tempo si conosce la situazione del credito cinese e le sue difficoltà; e più volte è stato ipotizzata una possibile crisi finanziaria nel paese del dragone che avrebbe effetti su tutto il resto del mondo.  E i dati dell'ultimo periodo fanno scattare l'allarme riguardo alle ipotesi sopra indicate. S&P ha declassato il rating del debito cinese, l'economia è in rallentamento e i debiti sia dei privati che delle aziende è ai massimi e, per di più, mal distribuiti. Abbiamo grandi aziende come la Han, che ha praticamente salvato la Deutsche Bank (diventandone il primo socio), che ha un indebitamento enorme. Le vendite al dettaglio sono in calo e lo stesso vale per la produzione industriale. La stessa Banca ...