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LA SCOMMESSA DEI PAESI EMERGENTI

Nel 2018 i paesi emergenti sono stati decisamente penalizzati. La situazione del commercio mondiale ( vedi la guerra usa-cina) ha influito certamente, ma ciò che ha in maggior modo contribuito ai risultati negativi di questi paesi è stato l'innalzamento dei tassi in Usa e il conseguente recupero del dollaro. Il debito degli emergenti anche quando non elevato è espresso in dollari ed una quota elevata e in mano estera; ecco perché hanno sofferto con perdite intorno al 20% e anche oltre. Il rialzo dei tassi ha fatto sì che tale debito fosse soggetto ad un notevole aumento dei costi e con le prospettive di altri rialzi nel 2019 sembrava volgere al peggio anche nel nuovo anno. Ma questo scenario potrebbe cambiare e virare verso prospettive opposte a quelle che sembravano scontate. L'economia Usa potrebbe subire un rallentamento e non essere così florida. Anzi, sembra una certezza il dimezzamento della crescita del PIl nel 2019 e questo avrebbe come conseguenza una frenata...

SENZA LIQUIDITÀ MERCATI IN RIBASSO

Si parla molto dei dazi (che esistono da sempre) e dei rapporti Cina-Usa che, certamente, potranno avere ripercussioni in futuro per giustificare il calo delle borse nel 2018; discesa che potrebbe continuare anche nel 2019.  Allo stesso modo si incolpa Trump e le sue politiche per trovare la causa del rallentamento economico mondiale in atto, ma la realtà è un'altra e consiste nella carenza di liquidità sui mercati. Per anni il mercato è stato drogato dall'immissione di liquidità da parte delle banche centrali mondiali creando squilibri finanziari e contribuendo a portare il debito mondiale al 330% del PIL mondiale senza, per di più, ottenere i risultati prefissi. L'impossibilità di continuare con tale nefasta strategia ha portato il sistema ad avere una crisi di liquidità con le conseguenze che si stanno vedendo: l'economia rallenta e gli indici hanno perso tra il 15% e il 20%.  Le trimestrali delle aziende iniziano a mostrare numeri deludenti e, s...

ASSALTO ALLE BANCHE SVIZZERE

Come si diceva la paura fa 100. Si sapeva che il flusso verso l'estero di denaro ufficiale da parte degli italiani, con conseguente cambio di valuta era continuo e presentava valori importanti. A parte luoghi come Singapore e altro più vicino a noi parliamo di Svizzera e Inghilterra. Il Canton Ticino (per di più parlano italiano) continua ad essere il paese rifugio per i propri averi. La garanzia che in caso di crisi rappresenti il posto migliore affinché i propri soldi mantengano il loro potere d'acquisto e, soprattutto, non vengano sottratti dallo stato italiano si fa largo nell'immaginario della gente. É la banca dei regolamenti internazionali che offre il dato degli ultimi mesi e delle dimensioni del fenomeno: 11 miliardi di euro portati in Svizzera da quando si ha il nuovo governo italiano. E gli svizzeri e le loro banche gongolano. Dopo aver fatto un patto con l'Europa vedono non rispettati gli accordi. La libertà di poter operare liberamente a livello ...

CONFERME DAI DATI ECONOMICI

Ancora conferme dai dati economici di stamattina. Conferme di un rallentamento generale dell'economia. Si inizia con il Giappone che ha registrato un deciso calo del proprio PIL; ben al di là delle aspettative. Abbiamo un -0,6% su base mensile che su base annua diventa un -2,5%. Un calo dei consumi, che rappresentano oltre il 60% del PIL giapponese, ha contribuito insieme ad una decisa riduzione degli investimenti aziendali. A dimostrazione che il sistema giapponese non regge e non ha futuro. Poi, abbiamo avuto i dati europei. La solita bilancia commerciale tedesca positiva, ma al contempo produzione industriale italiana a +1% in calo rispetto al precedente 1,4% e un calo, invece, della produzione inglese che mantiene un comunque un PIL in crescita su base annua dell' 1,5%. Difficile vedere all'orizzonte una crescita a breve, anzi è probabile che si possa peggiorare.

DOPO LA FED NON CAMBIERÀ IL TREND

Nella giornata di ieri abbiamo assistito ad un seduta euforica a wall street. Esattamente dopo che il presidente della FED Powell, durante la sua conferenza, ha fatto affermazioni accomodanti riguardo ai futuri aumenti dei tassi. In modo ambiguo sembra abbia voluto far trasparire l'idea che la FED possa assecondare le richieste di Trump sulle modalità e i tempi con i quali aumentare i tassi. Dopo l'intervento, alcuni osservatori vedono un aumento a dicembre e due interventi nel 2019 invece dei tre previsti. E , secondo loro, potrebbe essere sufficiente per consentire al mercato di ripartire verso nuove invitanti performance. Ma questa idea può valere nel caso si prenda in considerazione solo un aspetto (tassi) anziché la complessità del momento in cui ci si trova. Infatti, la discesa degli indici non è stata causata dal rialzo dei tassi (per lo meno non solo) bensì da una carenza di liquidità dovuta alla fine dei vari QE che iniettavano denaro come se piovesse. Che a su...

COSA PUÒ FARE LA BCE PER SALVARE -AFFOSSARE L'ITALIA

Aggiungi didascalia   L'Italia non cresce, ma in compenso il suo debito aumenta e come se non bastasse la BCE non acquisterà più BTP e sembra che nessun altro li voglia acquistare. Le nostre banche sono piene di titoli di stato italiani (48%) e in più dovrebbero restituire i finanziamenti avuti dalla BCE e non sanno come fare. Ecco allora che si susseguono le indiscrezioni su quanto potrebbe fare la Banca Centrale Europea per cercare di venire in aiuto di banche e stato italiani; un aiuto, come dice qualcuno, ad effetto boomerang. Per le banche la BCE pensa ad una nuova operazione LTRO (long term refinancing operation). In pratica gli LTRO precedenti arriveranno a scadenza nel 2020-21 e le banche dovrebbero restituire tutta la liquidità ricevuta. Il problema è che non hanno soldi da restituire e, comunque, anche nel caso li avessero sarebbe devastante sul proprio equilibrio finanziario. Una nuova operazione LTRO consisterebbe, di fatto, nel posticipare il momento nel qua...

IL GRANDE FLOP: BTP ABBANDONATI DAGLI ITALIANI

Il governo italiano pensava di raccogliere 8 miliardi tramite l'emissione dei famigerati BTP Italia. Quella particolare emissione legata all'inflazione e che garantisce un tasso dell'1,45% riservata agli italiani che acquistano direttamente i titoli di stato on line senza commissioni. Una facilitazione che dovrebbe stimolare all'acquisto. Bene, oltre ai fondi comuni (che vendono) e al retail estero che non si sogna certo di acquistarli, anche il popolo italiano non ha raccolto l'invito al patriottismo fatto da Salvini. Altro che 8 miliardi; in questi primi 2 giorni sono stati sottoscritti solo poco più di 750 milioni, e domani l'operazione BTP Italia si chiuderà. Se si arriverà ad 1 miliardo sarà già tanto. Questi sono i primi effetti della situazione venutasi a creare in Italia e sull'Italia. É il primo evento che acclara quanto già si sapeva sul rischio Italia e sulla totale sfiducia che permea, oramai, sembra irreversibilmente, il nostro paese. ...