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DOPO LA FED NON CAMBIERÀ IL TREND

Nella giornata di ieri abbiamo assistito ad un seduta euforica a wall street. Esattamente dopo che il presidente della FED Powell, durante la sua conferenza, ha fatto affermazioni accomodanti riguardo ai futuri aumenti dei tassi. In modo ambiguo sembra abbia voluto far trasparire l'idea che la FED possa assecondare le richieste di Trump sulle modalità e i tempi con i quali aumentare i tassi. Dopo l'intervento, alcuni osservatori vedono un aumento a dicembre e due interventi nel 2019 invece dei tre previsti. E , secondo loro, potrebbe essere sufficiente per consentire al mercato di ripartire verso nuove invitanti performance. Ma questa idea può valere nel caso si prenda in considerazione solo un aspetto (tassi) anziché la complessità del momento in cui ci si trova. Infatti, la discesa degli indici non è stata causata dal rialzo dei tassi (per lo meno non solo) bensì da una carenza di liquidità dovuta alla fine dei vari QE che iniettavano denaro come se piovesse. Che a su...

COSA PUÒ FARE LA BCE PER SALVARE -AFFOSSARE L'ITALIA

Aggiungi didascalia   L'Italia non cresce, ma in compenso il suo debito aumenta e come se non bastasse la BCE non acquisterà più BTP e sembra che nessun altro li voglia acquistare. Le nostre banche sono piene di titoli di stato italiani (48%) e in più dovrebbero restituire i finanziamenti avuti dalla BCE e non sanno come fare. Ecco allora che si susseguono le indiscrezioni su quanto potrebbe fare la Banca Centrale Europea per cercare di venire in aiuto di banche e stato italiani; un aiuto, come dice qualcuno, ad effetto boomerang. Per le banche la BCE pensa ad una nuova operazione LTRO (long term refinancing operation). In pratica gli LTRO precedenti arriveranno a scadenza nel 2020-21 e le banche dovrebbero restituire tutta la liquidità ricevuta. Il problema è che non hanno soldi da restituire e, comunque, anche nel caso li avessero sarebbe devastante sul proprio equilibrio finanziario. Una nuova operazione LTRO consisterebbe, di fatto, nel posticipare il momento nel qua...

IL GRANDE FLOP: BTP ABBANDONATI DAGLI ITALIANI

Il governo italiano pensava di raccogliere 8 miliardi tramite l'emissione dei famigerati BTP Italia. Quella particolare emissione legata all'inflazione e che garantisce un tasso dell'1,45% riservata agli italiani che acquistano direttamente i titoli di stato on line senza commissioni. Una facilitazione che dovrebbe stimolare all'acquisto. Bene, oltre ai fondi comuni (che vendono) e al retail estero che non si sogna certo di acquistarli, anche il popolo italiano non ha raccolto l'invito al patriottismo fatto da Salvini. Altro che 8 miliardi; in questi primi 2 giorni sono stati sottoscritti solo poco più di 750 milioni, e domani l'operazione BTP Italia si chiuderà. Se si arriverà ad 1 miliardo sarà già tanto. Questi sono i primi effetti della situazione venutasi a creare in Italia e sull'Italia. É il primo evento che acclara quanto già si sapeva sul rischio Italia e sulla totale sfiducia che permea, oramai, sembra irreversibilmente, il nostro paese. ...

PIÙ DEBITO E PIÙ SPESA SONO DELETERI: LO DICONO I NUMERI

I nostri governi continuano da anni imperterriti a propinare ricette basate su una maggior spesa e un conseguente maggior debito, vendendoli come panacea della crescita e del benessere di un paese. Ci sono o ci fanno ? Difficile a dirsi, la linea di confine è sempre sottile. Resta il fatto che i numeri smentiscono questa strategia, sia in Italia che nel mondo. E il FMI che bacchetta gli stati e la politica accusandoli di aver creato solo debito e non aver pensato a riforme per la crescita è la conferma degli errori fatti e che si continuano a perpetrare. Per di più senza seguire quanto fatto (esattamente il contrario) da paesi che hanno ottenuto i risultati da altri sbandierati e mai raggiunti. Ma guardiamo i numeri: Nel mondo si è raggiunto un debito pari 246 trilioni di dollari pari al 325% del PIL. L'aumento di questi numeri dimostra che l'effetto sulla crescita non è stato sufficiente e adeguato all'indebitamento realizzato e utilizzato proprio al fine di ottene...

PIL 3° TRIMESTRE ITALIA: CRESCITA ZERO

Che l'Italia fosse in difficoltà si sapeva, così come che fosse il fanalino di coda della crescita e anche che non vivesse di vita propria ma a traino della crescita altrui, ma nel terzo trimestre qualcosa di più ce lo si aspettava; le attese erano un per +0,2% che avrebbe portato il PIL su base annua al'1%, ma così non è stato e il dato preliminare dell'Istat è un bellissimo "0" di crescita. Le borse invertono subito la rotta anche perché se la previsione di una crescita nulla era ipotizzata e messa in preventivo per il 4° trimestre il dato del trimestre appena passato giunge inaspettato è determina timori tali da pensare che, invece, per gli ultimi mesi dell'anno si abbia una crescita negativa. Non solo, una crescita che non c'è rischia di aumentare il deficit già nel 2018 e provoca una situazione ancora peggiore nei conti dello stato, ma è possibile che ci possa essere un innalzamento del  debito pubblico rispetto alle previsioni che già lo davan...

LE AGENZIE DI RATING SONO BUONE

Aggiungi didascalia Si lo so il titolo sembra una provocazione, e in parte lo è. Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia. E l'altra faccia consiste nel fatto che le agenzie di rating avrebbero potuto infierire rimanendo all'interno di un'analisi tecnica che sarebbe stata assolutamente lecita e plausibile; anzi, dal mio punto di vista tecnicamente, avrebbero dovuto infierire. Infierire significa che avrebbero dovuto declassarci a "BB". Non l'hanno fatto e ci hanno voluto salvare. Hanno voluto darci ancora tempo e offrirci un'altra possibilità. Che poi, alla fine, se guardiamo bene il rating è semplicemente un parere tecnico fondato su parametri chiari che qualsiasi analista o economista conosce. Fitch, S&P e Moody's rappresentano semplicemente l'ufficialità di ciò che si sa. Non a caso prima della loro comunicazione ufficiale gli analisti già si aspettano il tipo di decisione che verrà presa. Un dato freddo, ma che può avere...

BANCHE SEMPRE PIÙ A RISCHIO

Il sistema bancario è sempre nell'occhio del ciclone. E sembra essere in forte difficoltà con rischi a livello di liquidità e capitalizzazione. Non basta la perdita continua a causa del 10-12% di possesso di titoli di stato nel loro attivo che ha portato a perdite consistenti, ma a ciò si deve aggiungere il downgrade del settore da parte di Credit Suisse che ha definito le nostre banche a rischio a causa della situazione e della manovra finanziaria. Infatti, l'Istituto Svizzero ha calcolato un conto da quasi 10 miliardi per le banche causati dall'introduzione di limite nella legge di bilancio alla detrazione degli interessi delle banche. Tutto questo ricade sui risparmiatori e i correntisti ed è un danno per le aziende. Infatti, i costi della manovra saranno pagati dai correntisti attraverso costi maggiori da sopportare. Il governo si fa bello perché colpisce le odiate banche, ma in effetti si tratta di tasse occulte per tutti a causa del fatto che anziché aumenta...