Passa ai contenuti principali

Post

INVERSIONE DELLA CURVA UGUALE A RECESSIONE ?

Da venerdì scorso vi è stata un'inversione della curva dei rendimenti; il rendimento dei bond a dieci anni si è ridotto a 2,53% contro il quasi 2,70% di fine 2018 e lo spread tra rendimento a 3 mesi e 10 anni si ridotto al lumicino. Quando si verifica questa situazione ci siamo trovati spesso all'inizio di una recessione. E' successo molte volte anche se abbiamo avuto in passato, come al solito, l'eccezione che conferma la regola. Partiamo da un principio basilare: Quando una banca o uno stato deve fallire nessuna istituzione o esponente dell'establishment lo dirà fino a fallimento avvenuto; anzi lo negheranno fino all'ultimo. La stessa cosa è assolutamente verificabile nella storia avviene per quanto riguarda le recessioni. Sono sempre negate fino a recessione conclamate Questo per dire che non ci si devono prendere come oro colato le affermazioni di chi vuole sempre e comunque tranquillizzare. La Yellen (ex presidente della Fed) ha dichiarato c...

PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO ANCHE NEGLI EMERGENTI

La produzione industriale sta facendo vittime continue. Oramai, nella maggior parte del mondo vi è un calo generalizzato. Dopo i dati europei, sono arrivati i dati giapponesi che hanno visto un crollo degli ordini di macchinari (oltre il 5% in meno) e i dati cinesi, ancora in calo. La stessa cosa abbiamo visto in Turchia e sempre ieri il Brasile ha visto la propria produzione industriale calare dello 0,8%. Anche gli Usa iniziano a vacillare e vari analisti prevedono che la Fed ricominci ad abbassare i tassi. É veramente difficile comprendere su quali basi si poggi l'idea che a breve la ripresa economica riprenda il sopravvento. Forse gli operatori finanziari e gli investitori pensano che ulteriori cali a livello economico porteranno le banche centrali a stampare nuovamente moneta e gli stati ad aumentare ulteriormente la spesa pubblica applicando sempre più il concetto (oramai visibile a livello mondiale) della moderna teoria monetaria che rappresenta un'esasperazione ...

IL RALLENTAMENTO GLOBALE PASSA DALLA CINA

L'economia mondiale sta rallentando e una delle cause principali è la Cina. La situazione desta molte preoccupazioni perchè i dati sono inequivocabile nonostante le misure di intervento del governo. I dati che continuano ad essere pubblicati non danno segnali incoraggianti.  Ma guardiamo i dati comunicati stamattina: Esportazioni a febbraio -20% contro attese di un -4,8% e un gennaio con un +9,1% Importazioni a febbraio -5,2% contro una previsione di -1,4% Saldo bilancia commerciale +4,12 miliardi contro attese di 26,38 miliardi Non è un caso che la regina europea delle esportazioni (Germania) abbia avuto un calo degli ordini all'industria pari a -2,6% contro aspettative di un  +0,5% e un precedente che riportava un +0,9%. Inutile dire che l'Italia subirà questa situazione. Essendo il 2° paese europeo nel manifatturiero con un grande commercio di interscambio con la Germania ne risentirà negativamente; e evidentemente le ultime previsioni (ocse) che p...

LE SOCIETÀ DI RATING NON CI DECLASSERANNO; ANCHE SE DOVREBBERO

L'agenzia di rating Fitch il 22 febbraio ha reso noto il merito di credito dell'Italia. L'agenzia ha mantenuto invariato il rating e ha espresso un outlook negativo. Probabilmente, anche Moody's e S&P in marzo e aprile esprimeranno lo stesso giudizio o qualcosa di similare. In pratica niente declassamento. I nostri politici felici si affannano nel compiacersi della conferma solidità dell'Italia. In effetti, non è così; L'Italia dovrebbe essere declassata, ma le agenzie non lo faranno e non si prenderanno mai tale responsabilità. Un pò stile Lehman. I motivi sono semplicissimi: se venissimo declassati a BB falliremmo nel giro di breve e questo non se lo possono permettere. Infatti, se fossimo declassati i fondi comuni dovrebbero, per le leggi sulla tutela del risparmio, vendere i tioli di stato italiani (BTP) perchè ritenuti troppo rischiosi. Questo significherebbe una discesa libera delle già basse quotazioni dei titoli nostrani. Non solo, le b...

CROLLANO GLI ORDINATIVI IN ITALIA.

Ancora una volta ci troviamo a dover registrare numeri decisamente negativi e che creano preoccupazione per la situazione italiana. Potremmo dire tutto come previsto. Infatti è da tempo che i dati italiani sono in fase di ribasso e che la situazione peggiora costantemente senza che si intravedano spiragli positivi Nuovi ordinativi italiani su base annua a dicembre -5,3% Nuovi ordinativi italiani mensili a dicembre -1,7% Vendite industriali italiane mensili a dicembre -3,5% Vendite industriali italiane su base annua a dicembre -7,3% I numeri sono impetuosi e dimostrano come il nostro paese si allontani sempre più dalla possibilità di avere una crescita nel 2019. Italia vulnerabile con un'economia in difficoltà e un debito in continua crescita. La conferma arriva anche dal mercato del lavoro. Infatti, l'ansa ha riportato che rispetto al 2018 a febbraio vi sono state 13.000 assunzioni in meno e la programmazione febbraio-aprile arriva a 25.000 in meno. ...

LA BCE FA SALIRE LE BORSE

Aggiungi didascalia La BCE è nuovamente pronta ad intervenire. Lo dice Benolt Coeure membro del Board della banca centrale europea. Solo pochi mesi or sono la BCE negava categoricamente di poter iniettare altra liquidità sul mercato, e, invece, sembra volerci ricadere, sembra che ciò possa avvenire a marzo e sarà fatto con un nuovo TLTRO, cioè con nuovi finanziamenti alle banche. Tutto questo porta ad una sola verità: la situazione è molto più grave di quanto si voglia far credere. E' da marzo del 2018 che la BCE, e più specificatamente nella persona di Draghi, che, falsamente, rassicura il mercato parlando di lieve calo dell'economia europea, di calo momentaneo e di ripresa imminente. Ancora oggi si accenna ad una ripresa nei prossimi mesi. Ma la verità è che i dati continuano ad essere negativi , che non si intravede una situazione internazionale che ponga le premesse per un'inversione di tendenza e che il rischio di una recessione non è da escludere, anzi…....