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I PIR ALLE PMI ? NON É ANDATA PROPRIO COSÌ

Il lancio dei PIR (piani individuali di risparmio) è stato fatto in pompa magna. Il sistema ha pianificato, ordinato e come al solito gli italiani hanno subito il fascino della comunicazione creata ad hoc e si sono lanciati all'acquisto di questi fondi. Si andava a sostenere il nostro sistema delle PMI. La raccolta per le banche è stata un successo; gli istituti finanziari sono riusciti ad incanale importi che , altrimenti, non sarebbero potuti essere gestiti con gli stessi strumenti. Ma nei fatti dove sono andati i soldi raccolti ? Sono andati alle nostre PMI non quotate ? A quanto pare no. 19 miliardi è stata la gestione dei PIR e solo 4 miliardi sono andati alle PMI e meno di 150 milioni alle aziende quotate all'AIM. Per di più il denaro è andato su azioni già quotate e questo significa che non sono stati utilizzati come avrebbero, invece, dovuto essere impegnati in aziende sotto forma di Venture Capital, Private Equity. Insomma, un'altra storia tipicamente ita...

SPREAD BTP-BUND: QUANDO LA SMETTEREMO

Lo spread tra btp e bund rappresenta la differenza di rendimento tra un paese e un altro. Rappresenta la differenza di credibilità e di rischiosità tra due paesi. Lo spread in questione quantifica la differenza tra Italia e Germania. E forse, anzichè, fare sempre le vittime dovremmo sfatare certe credenze. Perchè le parole sono tante, ma i numeri contano più di ogni altra cosa. Allora, se guardiamo ai numeri possiamo notare che, ad esempio, la crescita dei tedeschi è quasi il doppio di quella italiana. Oppure, che la disoccupazion e in Germania è intorno al 4% e da noi oscilla intorno al 10,5%. O ancora che il debito pubblic o tedesco si agira intorno all'80% e il nostro è al 132%. Ricordiamo anche che l'avanzo italiano non è sufficiente a coprire gli 80 miliardi di interessi sul debito. Potremmo continuare. Ma sembra abbastanza evidente che non siamo vittime, che non ce l'hanno tutti con noi e che ci sono degli elementi evidenti che fanno sì che il nostro spr...

I DATI CHE PREOCCUPANO

Questi sono i numeri europei che fanno paura. Draghi ebbe a dire ad aprile che il rallentamento dell'economia europea sarebbe stato di breve periodo e che in estate avremmo assistito ad una ripresa . In effetti, i dati raccontano un'altra storia. L'economia europea continua a rallentare, i numeri sono continuamente negativi, il sentimento di fiducia in discesa e per l'Italia ci sono analisti che cominciano a prevedere un ultimo trimestre del 2018 a crescita zero. Ecco perchè prevedere che le borse europee possano guadagnare è un azzardo ed è, al momento,  un'idea priva di fondamenti macroeconomici. E il peggio, probabilmente, deve ancora avvenire, soprattutto, per il nostro paese considerando che siamo si dovrà fare una finanziaria che richiede molte risorse e che, con la fine del QE della BCE, non ci si potrà indebitare ulteriormente. La crescita, per di più, rallenta anche nei paesi emergenti. In pratica, l'imbuto si sta restringendo e i nodi stan...

PAESI EMERGENTI AL BIVIO

I mercati emergenti sono stati fortemente penalizzati nel 2018. E' vero che tutte le borse dopo i massimi di inizio anno stanno perdendo (tranne lo S&P ma non penso ancora per molto), ma certamente la forza del dollaro e quanto approntato da Trump è stato decisivo per creare un effetto domino con la fuga dai paesi emergenti. Ma non siamo nel 1998 e l'Argentina non è rappresentativa; oggi, tirare troppo la corda potrebbe far sì che i paesi emergenti possano trainare tutto il globo in una situazione di criticità che avvicinano una possibile recessione. Tassi in aumento, dollaro forte e bilancia commerciale di molti paesi in deficit sono alla base della situazione attuale, ma il carico pesante è stato messo da Trump raddoppiando i dazi sulla Turchia provocando timori sugli emergenti e sui paesi deboli come l'Italia. É chiaro che Trump sta influenzando molto gli eventi effettuando delle scelte precise: caos con la Turchia che è un centro vitale e importante per l...

CIR: IL PROGETTO PER RIFILARE AI RISPARMIATORI IL DEBITO PUBBLICO E LIBERARE LE BANCHE

AIUTO!!!! La BCE non comprerà il debito e quindi ci si deve inventare qualcosa. Ma partiamo dalla situazione: Da anni gli stranieri non acquistano BTP ed è rimasta solo la BCE ad acquistarli BCE che essendo l'unico acquirente estero è stato disposto ad acquistarli ad un tasso non comprensivo del rischio Italia In Italia sembra che siano solo 100 miliardi in nelle mani dirette dei risparmiatori; il resto è in pancia alle banche   Gli stranieri non li comprano, le banche devono liberarsene e ridurre la loro esposizione al debito nefando italiano e quindi ? Cosa fare ? Semplice, inventiamoci i CIR acronimo di conti individuali di risparmio. E' il fratello dei PIR. Ma come dovrebbero funzionare ? A questo sembra stia pensando il governo. In pratica, si offrirebbe al risparmiatore (che abbiamo visto con i pir e altri prodotti si beve tutto ciò che gli propongono) questo tipo di investimento, i CIR, che consisterebbero nel dare mandato a banche o sim di acquistar...

L'ITALIA VICINO AL BARATRO CHIEDE AIUTO.....A TUTTI

I nodi vengono sempre al pettine e alla fine la realtà affiora e si manifesta nella sua assoluta trasparenza. E' sempre solo una questione di tempo. Inutile ricordare che da tempo affermiamo la criticità del debito pubblico italiano, dell'economia in crescita fittizia perchè non sostenuta dalla domanda interna e della sotenibilità del debito consentita esclusivamente dagli acquisti di BTP (debito pubblico) da parte della BCE. Ma siamo alla resa dei conti, l'imbuto si stringe sempre più e gli eventi esiziali incombono: la BCE smetterà di acquisire titoli di stato italiani. La conseguenza è la difficoltà nel trovare acquirenti sul mercato di un fallimento (tecnico) conclamato ed, eventualmente, il prezzo al quale tali acquirenti sarebbero disposti a farsi carico del nostro debito . Una situazione disastrosa e insostenibile. Ecco , allora , che il nostro governo attraverso i suoi esponenti cerca di sollecitare soluzioni esterne. Borghi, così, come Giorgetti nell'...

EUROPA: FINISCE LA STAMPA DI DENARO E CROLLA

L'Europa è l'anello debole del cambiamento in atto. Un'Europa vecchia che in 20 anni non è mai riuscita ad andare oltre un sistema superato. Gli Usa (e non solo) hanno insegnato come possono restare insieme gli stati, mentre l'unione europea ha insegnato come sia difficile essere uniti imponendo dall'alto. Tutto bene finchè si è stampato denaro facile e illusorio. Tutto facile finchè si è fondata un'economia e un sostegno sul denaro facile e sul debito. Tutto facile finchè i castelli di carta non crollano inevitalbilmente perchè privi di sostanza. Le prime avvisaglie con la crisi del 2008 e negli anni seguenti e, adesso, grazie all'incapacità di innovare il sistema europeo si rischia una rottura insanabile. Alla faccia degli europeisti a priori e ad ogni costo. Ci aspetta un'estate, ma soprattutto un autunno caldo. Le criticità e le incongruenze si manifesteranno con tutta la loro forza e i mercati pagheranno tale situazione con crolli importanti...