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L'ITALIA VICINO AL BARATRO CHIEDE AIUTO.....A TUTTI

I nodi vengono sempre al pettine e alla fine la realtà affiora e si manifesta nella sua assoluta trasparenza. E' sempre solo una questione di tempo. Inutile ricordare che da tempo affermiamo la criticità del debito pubblico italiano, dell'economia in crescita fittizia perchè non sostenuta dalla domanda interna e della sotenibilità del debito consentita esclusivamente dagli acquisti di BTP (debito pubblico) da parte della BCE. Ma siamo alla resa dei conti, l'imbuto si stringe sempre più e gli eventi esiziali incombono: la BCE smetterà di acquisire titoli di stato italiani. La conseguenza è la difficoltà nel trovare acquirenti sul mercato di un fallimento (tecnico) conclamato ed, eventualmente, il prezzo al quale tali acquirenti sarebbero disposti a farsi carico del nostro debito . Una situazione disastrosa e insostenibile. Ecco , allora , che il nostro governo attraverso i suoi esponenti cerca di sollecitare soluzioni esterne. Borghi, così, come Giorgetti nell'...

EUROPA: FINISCE LA STAMPA DI DENARO E CROLLA

L'Europa è l'anello debole del cambiamento in atto. Un'Europa vecchia che in 20 anni non è mai riuscita ad andare oltre un sistema superato. Gli Usa (e non solo) hanno insegnato come possono restare insieme gli stati, mentre l'unione europea ha insegnato come sia difficile essere uniti imponendo dall'alto. Tutto bene finchè si è stampato denaro facile e illusorio. Tutto facile finchè si è fondata un'economia e un sostegno sul denaro facile e sul debito. Tutto facile finchè i castelli di carta non crollano inevitalbilmente perchè privi di sostanza. Le prime avvisaglie con la crisi del 2008 e negli anni seguenti e, adesso, grazie all'incapacità di innovare il sistema europeo si rischia una rottura insanabile. Alla faccia degli europeisti a priori e ad ogni costo. Ci aspetta un'estate, ma soprattutto un autunno caldo. Le criticità e le incongruenze si manifesteranno con tutta la loro forza e i mercati pagheranno tale situazione con crolli importanti...

SI AVVICINANO LE OPPORTUNITÀ DI GUADAGNO

L'economia rallenta , la geopolitica imperversa e tutto sembra avere crepe e indirizzarsi verso una negatività dalla quale fuggire. In effetti, invece, i cambiamenti aprono molte possibilità e opportunità di guadagno a patto di non restare fermi guardando cosa succede, sperando che migliori e, alla fine, piangersi addosso. E' questo il momento di modificare i propri investimenti , di monitorare il proprio portafoglio e decidere di portare a casa il rendimento realizzato e spostarsi su mercati, prodotti e settori penalizzati o tralasciati negli ultimi anni, ma che si trovano sulla linea di partenza adesso. All'orizzonte le opportunità si iniziano a vedere e alcune sono già pronte per essere fatte proprie. Alcune obbligazioni sovereign sono diventate molto interessanti, così come il segnale per entrare su alcuni etf alternativi, ma anche alcuni settori specifici che offrono forti possibilità di guadagno. Gli investimenti precedenti hanno dato tutto ciò che potevan...

I NUMERI CHE CONTANO E CHE NON SI DICONO

Non c'è solo politica quando i mercati si muovono in una certa direzione. Ci sono anche numeri. Ma dei numeri non si parla, non si racconta o ancora peggio, si mistificano facendo credere che siano differenti dalla realtà. Quindi, a parte il rimbalzo odierno le borse calano, alcune più velocemente di altre, e lo spread resta molto. I nostri titoli gli starnieri non li comprano e del 30% in possesso dei non residenti oltre il 20% è in mano alla banca europea come indicato dall'area blu nel grafico. Ma vediamo i numeri che preoccupano i mercati; numeri che sono, certamente un sintomo della decadenza europea, delle sue difficoltà e della sua cultura totalmente inadeguata rispetto al mondo nel quale ci troviamo. Analizzando 2 paesi dei più importanti a livello europeo vediamo come la produzione industriale sia in calo, altro che crescita.  Da settembre, quindi da 9 mesi, il saldo è negativo dell'1,60% per l'Italia e ancor di più per la Germania, ben...

LA FRANCIA E GERMANIA GUIDANO L'ECONOMIA IN FRENATA

Più volte si è detto che la causa di una crisi dell'unione europea sarebbe venuta dalla Francia. Le sue criticità sono state sempre nascoste e sottivalutate e, soprattutto, mai esplicitate dall'Europa con le stesse dinamiche utilizzate per altri paesi più deboli. Oggi, i dati che si presentano sono sempre più forieri di possibili difficoltà per l'economia transalpina e i nodi, alla fine, vengono al pettine. Questa mattina il dato sul'occupazione è stato pessimo e mostra un sostanziale peggioramento salendo al 9,2%; il doppio rispetto a paesi come Inghilterra, Olanda, Germania, Lussemburgo, Svizzera e Usa......Le aspettative dei mercati erano per un miglioramento all'8,8%. Negativo. inferiore alle aspettative, anche il dato sull'inflazione, l'indice pmi e l'indice dei direttori d'acquisto del terziario. Insomma l'Europa scricchiola e i paesi come Germania e Francia sono il simbolo dell'economia continentale in difficoltà. Infatti an...

ATTENZIONE AI PAESI EMERGENTI: 19 TRILIONI DI DEBITO

I paesi emergenti sono dati da molti come opzione di investimento per ritorni interessanti. Ma c'è un problema che potrebbe inficiare tale possibilità e far cadere le prospettive positive riguardo ad alcuni di questi paesi: è il loro debito. A mettere benzina sul fuoco è l'aumento dei tassi di interesse. I l motivo è che il debito dei paesi emergenti è pari a 19 trilioni di dollari. La maggior parte è espresso in dollari e l'aumento del rendimento negli Usa potrebbe far diventare tale deito insostenibile. A mettere in guardia su questa possibilità è l 'agenzia di rating Fitch . Il debito nell'ultima decade è qudrulicato passando da 5 trilioni di dollari a 19 trilioni di dollari e ha reso il sistema dei paesi emergenti vulnerabile all'aumento dei tassi. Nei prossimi sei mesi fino alla fine dell'anno la Fed aumenterà i tassi, probabilmente, in modo maggiore rispetto alle aspettative di inizio anno. Tale situazione metterà il debito dei paesi emergenti...

EUROPA : LA CRESCITA RALLENTA

Da mesi stiamo raccontando di come i dati economici nel 2018 stiano risultando inferiori alle aspettative. Dopo tanti articoli inneggianti alla costante crescita europea la stessa Bce, con le parole del suo presidente Draghi, ha dovuto inchinarsi davanti ai numeri e ammettere che , inaspettatamente e bel al disotto delle previsioni, l'Europa sta rallentando . Ha voluto subito ridare fiducia specificando che si tratta (non so su quali basi e nemmeno le ha ben esplicitate) di una situazione di breve periodo che non inficia la crescita futura, ma che allo stato attuale l'economia rallenta. A confermare l'affaticamento economico stamattina abbiamo avuto il dato sul Pil francese che si dimostra inferiore alle aspettative e certifica una crescita dello 0,3% nel primo trimestre . Insomma, Macron sbandiera la solita grandeur francese, ma i numeri lo smentiscono; ha poco da fare il galletto. Anche perchè, sempre stamattina, il dato sulle spese dei consumatori francesi a marzo ...